sabato 23 febbraio 2013
lunedì 11 febbraio 2013
Un tribunale Colombiano accusa lo stato del massacro del 2005 a San Josè de Apartado
Una Corte del dipartimento di Antinoquia, nel nord-ovest della Colombia, ha accusato la Stato del massacro di otto persone a San Josè De Apartadò avvenuto nel 2005.
Secondo il giudice, lo stato è "amministrativamente responsabile" per il massacro di San José de Apartado
perché i militari non hanno preso le misure necessarie per evitare il massacro e si è anche dimostrato il Loro coinvolgimento nei fatti.
A seguito della sentenza, il giudice ha disposto che l' esercito, in presenza di alti capi militari, i residenti della zona e dei media regionali e nazionali, chieda pubblicamente scusa per la macellazione e di impegnarsi, in modo "forte", ad adottare le misure necessarie in modo che "ciò che è accaduto non accada di nuovo."
per saperne di più: http://noticias.lainformacion.com/politica/fuerzas-armadas/un-tribunal-colombiano-responsabiliza-al-estado-de-la-matanza-perpetrada-en-2005-en-san-jose-de-apartado_aogCLRpKjdLZ1JKwZg9ty1/
giovedì 7 febbraio 2013
Come può in Governo Colombiano farsi Cieco e Sordo davanti alle nostre grida?
........Come Comunità di Pace di San Josè de Apartadò ,ancora una volta, siamo costretti a gridare al paese e al mondo che siamo vittime d'assalto.
Come può in Governo Colombiano farsi cieco e sordo davanti alle nostre grida?......
Ecco gli untimi eventi:
sabato 8 settembre 2012
Ci dicono che domani vengono e ci ammazzano e noi rispondiamo che domani andiamo a lavorare e rimaniamo vivi
Ci dicono che domani vengono e ci ammazzano
e noi rispondiamo che domani andiamo a lavorare e rimaniamo vivi
PACE, GIUSTIZIA e DIGNITA'
per la
Comunità di Pace
Comunità di Pace
di San Josè Apartadò
AIgruppo208
Da alcuni mesi la situazione della Comunità di Pace di SJosè Apartadò diventa sempre più drammatica: Gli uomini , le donne , i bambini e gli anziani, che hanno coraggiosamente sfidato la pervesa logica della guerra colombiana con l'unica scelta possibile : la resistenza nonviolenta e quindi la pace , sono in pericolo.
Non bastava l'arrivo di moltissimi paramilitari nel territorio della Comunità, ora si è aggiunta anche la polizia che , probabilmente, sta compiendo l'ultimo passo prima del massacro. I comunicati , unica " arma" della Comunità per far sapere al mondo ciò che quotidianamente vivono, sono sempre più allarmanti .
C'è un preciso piano di distruzione e morte, ci sono liste di persone da eliminare; tutto questo alla vigilia delle " trattative di pace". Jesus Emilio , che abbiamo conosciuto e che tutte e tutti ricordiamo come nostro maestro di vita è tra i primi di quella lista di morte.
Per questo chiediamo a tutti coloro che si indignano contro le ingiustizie e che lottano per un mondo di pace a seguirci attraverso questo blog, a parlare e far conoscere la Comunità di pace e a mantenere viva l'attenzione su ciò che avviene colà.
Una sola cosa chiedono e ce lo ripetono sempre: " LASCIATECI VIVERE"
Non lasciamoli soli!!!!......
AI gruppo 208
per saperne di più ecco le ultime notizie: http://cdpsanjose.org/?q=node/242
martedì 31 luglio 2012
venerdì 22 giugno 2012
Colombia: abitanti di La Esperanza e volontari italiani circondati da gruppi armati
Rimini, 21 giugno 2012
COMUNICATO STAMPA
Alcuni volontari di Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, manifestano la loro estrema preoccupazione per il radunarsi di numerosi individui armati, appartenenti a gruppi criminali (definiti BACRIM), vicino al piccolo villaggio di La Esperanza, luogo in cui si trovano attualmente i volontari stessi.
Operazione Colomba da oltre 3 anni realizza un progetto nonviolento di accompagnamento della popolazione civile della Comunità di Pace di San José de Apartadò (di cui La Esperanza fa parte), nel nord ovest della Colombia.
Tali gruppi presidiano a rotazione i punti di accesso al villaggio, i principali luoghi di ritrovo (come spazi pubblici e piccole botteghe) e, ancora più preoccupante, bivaccano nei pressi delle abitazioni civili, facendovi irruzione, richiedendo informazioni relative a luoghi e abitanti della zona e scattando fotografie (a scopo identificativo) alla popolazione locale.
Dal fine settimana scorso (16-17 giugno) continuano ad arrivare copiosi approvvigionamenti alimentari destinati al loro accampamento.
Queste informazioni provengono direttamente dai volontari italiani presenti in loco.
Alcuni individui armati sono entrati nell'abitazione dei volontari chiedendo esplicitamente di "non denunciare alle autorità competenti quanto sta accadendo nell'area".
I volontari hanno prontamente invitato queste persone ad allontanarsi.
In questo momento il rischio non è solo quello che questi gruppi commettano violenze nei confronti degli abitanti di La Esperanza; è fondato anche il rischio che sopraggiungano altri gruppi armati di diverse fazioni e che dello scontro ne paghi le conseguenze soprattutto la popolazione civile locale.
Preoccupante è anche l'assenza della Forza Pubblica, nonostante sia normalmente presente a Nueva Antioquia (2 sole ore di cammino da La Esperanza).
E' deplorevole che la popolazione civile di La Esperanza sia nuovamente coinvolta nel conflitto armato e sia costretta a convivere con questa realtà.
Una situazione simile si sta verificando già dallo scorso mese di novembre nel villaggio di Porvenir (non distante da La Esperanza).
Attualmente i volontari internazionali con la propria presenza disincentivano l'uso della violenza da parte dei gruppi armati nei confronti della popolazione civile e richiedono il tempestivo intervento delle autorità competenti perché questa situazione di pericolo cessi il prima possibile.
Per l'Associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII"
Il Responsabile Generale
Giovanni Ramonda
Per info:
Marco Ghisoni
Cell. 348.1926645
Coordinatore Operazione Colomba per la Colombia
martedì 19 giugno 2012
Presenza paramilitare a La Esperanza
Ci giunge notizia che nel territorio di LA ESPERANZA si vedono paramilitari in continuo movimento e che si stanno radunando a decine nella zona.
Anche ieri ne hanno visti sfilare a gruppi di circa 20 con muli carichi di cibo e attrezzature.
La gente è molto spaventata, teme uno scontro con altre formazioni armate in un area dove vivono molti civili. Intanto gruppi di individui armati (alcuni mascherati) entrano nelle case della zona ed un gruppo numeroso si sarebbe accampato nel campo di calcio della vereda.
Durante il tardo pomeriggio di venerdì 15 giugno,diversi paramilitari, lungo il cammino per La Esperanza, hanno interrogato la gente del posto minacciandoli di non rivelare a nessuno la loro presenza in quel luogo.
Tali gruppi presidiano a rotazione i punti di accesso alla vereda, i principali luoghi di ritrovo (come spazi pubblici e piccole botteghe) e, ancora più preoccupante, bivaccano nei pressi delle abitazioni civili, facendovi irruzione e richiedendo informazioni relative a luoghi e abitanti della zona.
Dal fine settimana scorso (16-17 giugno 2012) continuano ad arrivare copiosi approvvigionamenti alimentari destinati al loro accampamento.
In questo momento il rischio non è solo quello che questi gruppi commettano violenze nei confronti degli abitanti de La Esperanza; è fondato anche il rischio che sopraggiungano altri gruppi armati di diverse fazioni e che dello scontro ne paghi come sempre le conseguenze la popolazione civile locale.
Preoccupante è anche l'assenza della Forza Pubblica, nonostante sia normalmente presente in Nueva Antioquia.
E' deplorevole che la popolazione civile de La Esperanza sia nuovamente coinvolta nel conflitto armato e sia costretta a convivere con questa realtà nell'assenza totale dello Stato.
Una situazione simile si sta verificando già dallo scorso mese di novembre nella vereda del Porvenir (distante circa 2 ore di cammino da La Esperanza).
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